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1913. Carlisle, Regno Unito. Esattamente 100 anni fa sul suolo inglese nasceva la più antica competizione motociclistica del mondo. Le cose erano molto diverse da oggi. Il nome non era quello attuale. La corsa infatti si chiamava International Six Days Trial e in quella prima edizione a sfidarsi furono solo alcuni piloti britannici e tre francesi, con la vittoria che andò ai padroni di casa Charles Collier, Billy Little e W.B. Gibb. La partecipazione inizialmente era riservata a piloti delle nazionali su moto prodotte dal loro paese, una formula che limitava di parecchio il numero dei concorrenti, motivo per cui nel 1924 venne introdotto il “Vaso d’Argento”, nel quale potevano correre 4 piloti per nazione su moto provenienti anche da altri paesi.

Dopo le prime vittorie da parte della Svizzera, gli anni dal 1924 al 1929 furono di dominio Inglese, interrotti poi dalla prima vittoria italiana del 1930, subito bissata l’anno successivo nell’edizione casalinga di Merano. Fino all’ovvia interruzione a causa della seconda guerra mondiale, però, il Trofeo fu una lotta a due tra Inghilterra e Germania. Dopo la guerra, la competizione riprese nel 47 in Cecoslovacchia, e furono proprio i Cechi, tra lo stupore generale, a vincere per la prima volta la gara. Questa vittoria però non era stata casuale, sostenuti dalla loro industria, infatti, i Cechi ottennero numerosi trionfi negli anni 40-50, trasformando la storia della Sei Giorni dell’epoca in una reale disputa tra Europa Est e Ovest, dove a rappresentare l’Ovest c’erano gli Inglesi.


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Negli anni 60 ci fu una nazione che più di tutte le altre impose il suo dominio sulla Sei Giorni, una nazione che avrebbe dominato in maniera quasi incontrastata tutto il decennio: la Germania Orientale. I Tedeschi dell’est conquistarono infatti per ben 7 volte il World Trophy in quegli anni, facendo pendere sempre di più la bilancia dei trionfi dalla parte dell’Europa dell’Est. Un trend quest’ultimo che continuò fino alla fine degli anni 70, con il dominio di un’ormai vecchia conoscenza, la Cecoslovacchia, interrotto nel 79 dalla squadra italiana, che si aggiudicò poi il World Trophy nelle due edizioni seguenti.

Gli anni 80 furono anni di grandi cambiamenti per la manifestazione. Il torneo infatti cambiò nome, passando nel 1981 all’attuale ISDE (International Six Days of Enduro) e nell’85 fu eliminato l'obbligo dell'univoca provenienza nazionale di macchine e piloti per il "World Trophy". Il "Vaso d'Argento" venne così abolito e sostituito dal "Trofeo Junior", riservato ai piloti con età inferiore a 23 anni. Periodo di cambiamenti e anche di vittorie svedesi ma soprattutto italiane, con i trionfi azzurri oltre che nel 79, 80 e 81 anche nell’89 e la “doppietta” World e Junior World Trophy dell’86.


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Il penultimo decennio è stato segnato dallo scontro tra Italia e Finlandia, vincitrici rispettivamente di 5 e 3 titoli World Trophy, e forti delle “doppiette casalinghe” dell’edizione 96 a Hämeenlinna e 97 a Lumezzane. Arrivando poi ai giorni nostri, la lotta si è allargata, diventando una corsa a tre fra Italia, Finlandia e Francia, con i francesi che hanno trionfato nell’ultima edizione dello scorso anno al Sachsenring, e che cercheranno di difendere il titolo soprattutto dagli attacchi dei padroni di casa, dei Finlandesi e degli Stati Uniti. La caccia all’edizione del centenario della Sei Giorni è ufficialmente aperta.

 

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